...a volta il nostro ecosistema ci sorprende...
lunedì 15 settembre 2014
Peperoncini tondi farciti al tonno
Eccoci
qua alle prese con gli ultimi raccolti del nostro orto: oramai è
rimasto veramente poco dell'abbondanza di prodotti che invece abbiamo
raccolto durante l'estate (anche se questo 2014, un po' pazzo con le
tante piogge estive, ci ha regalato strane sorprese nell'orto
...tanta abbondanza e tanta scarsità di alcuni prodotti hanno fatto
da padrone...senza che nessuno in realtà se lo aspettasse...) ma
cerchiamo comunque di utilizzare e conservare al meglio questi ultimi
regali che i nostri orti ci stanno dando!
Un
settembre così caldo ancora ci può dare tanti prodotti e quindi
tanti spunti!
Per
chi avesse seminato dei peperoncini rossi tondi questa è la
ricetta ideale per conservarli e gustarli durante i prossimi mesi!
Vediamo insieme come fare i famosi peperoncini tondi farciti al
tonno (quelli che troviamo in vasetto sullo scaffale del
supermercato...di solito di ottima qualità ma decisamente costosi –
giustamente perché vengono lavorati e farciti interamente a
mano...): sembrano tanto difficili ma in realtà non lo sono...la
lavorazione è un po' lunga (almeno la prima volta) ma se si ha un
ottimo aiutante come ho avuto io (“sfruttiamo” un po' questi
mariti!!) il lavoro diventa molto più semplice e veloce!
Come
preparare i peperoncini tondi farciti al tonno:
Ingredienti:
- Peperoncini rossi tondi: circa 20
- Tonno sottolio: 80 gr
- Capperi sotto sale: una manciata
- Aceto
- Olio extra vergine d'oliva
- Laviamo bene i capperi, asciughiamoli e uniamoli al tonno sgocciolato: tritiamo il tutto nel mixer fino ad ottenere un composto omogeneo e saporito.
- Scottiamo in acqua e aceto bollenti i peperoncini rossi tondi interi per circa 2/5 minuti: scoliamo immediatamente e sciacquiamoli subito sotto un getto di acqua fredda in modo da farli rimanere sodi.
- Appena raffreddati con un coltellino ben affilato eliminiamo la parte apicale con il picciolo e anche tutti i semi interni, aiutandoci con un cucchiaino e stando attenti a non bucare il peperoncino che dopo andrà farcito.
- Riempiamo i peperoncini rossi tondi con il ripieno al tonno.
- Sistemiamo i peperoncini rossi tondi nei vasetti (precedentemente sterilizzati in acqua bollente) cercando di mantenerli diritti: colmiamo il tutto con un buon olio extra vergine di oliva coprendo interamente il tutto.
- Se consumiamo subito i peperoncini tondi farciti al tonno chiudiamo i barattoli e conserviamoli in frigorifero; se intendiamo conservarli in dispensa sterilizziamo i barattoli per circa 10 minutiIl consiglio di Papero Blu: a seconda della qualità di peperoncino rosso tondo che utilizziamo stiamo attenti al grado di piccantezza: per non avere brutte sorprese utilizziamo dei guantini monouso per la lavorazione del peperoncino!
Dall'orto
alla tavola...BUON APPETITO!
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mercoledì 18 dicembre 2013
The Happy Family
Eccoci alla resa dei conti.
Un cuore a denti stretti che non sa più cosa dire perché non sa più come provare amore.
LEI
Bella, eterea. Con una chioma infinita di boccoli da cui sboccia un fiore e il pensiero di poter ancora amare. Uno sguardo languido e sensuale che cela un velo di tristezza: incatenata al passato...ha staccato la spina. Adesso.
LUI
Un tipo particolare e originale, impeccabile con la sua cravatta dal nodo stretto...troppo stretto...tanto da soffocare le emozioni e da far salire il cuore dal centro del petto alla testa. Lì è tutto amplificato, i pensieri prendono il sopravvento e non esce più niente dal cilindro...
E' il caos: gli sguardi non si incrociano più ma viaggiano su binari paralleli.
L'ALTRO
Parla, pensa, interviene. Prova sensazioni a loro ormai sconosciute.
STOP
Ferma il rancore, i pensieri, l'amore, l'odio, le parole.
Stacca (o attacca) la spina?
C'è una via di uscita in fondo a destra.
L'Happy Family è così.
Insieme si resta. Insieme si scappa.
Liberamente ispirato al quadro The Happy Family di Aleandro Roncarà.
By Papero Blu
domenica 17 novembre 2013
Cavolo nero di Toscana
Il cavolo nero di Toscana, chiamato anche cavolo palmizio o cavolo a penna, è un ortaggio assai resistente sia alle avversità climatiche sia alle diverse caratteristiche del terreno.
Questo tipo di cavolo non è molto conosciuto ad di fuori della Toscana dove invece viene utilizzato per molte pietanze: dal cavolo nero e salsiccia alla ribollita, il cavolo nero di Toscana fa da padrone sulle tavole della nostra favolosa regione!
Questo tipo di cavolo non è molto conosciuto ad di fuori della Toscana dove invece viene utilizzato per molte pietanze: dal cavolo nero e salsiccia alla ribollita, il cavolo nero di Toscana fa da padrone sulle tavole della nostra favolosa regione!
I cavoli appartengono alla famiglia delle Brassicacee e il genere di questo cavolo è Oleracea: il suo nome scientifico è Brassica oleracea varietà “acephala” cioè senza testa (infatti a differenza di altre varietà di cavolo non forma una “testa” compatta ma le sue foglie si sviluppano in orizzontale).
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| Cavolo nero di Toscana nell'orto urbano |
Vediamo insieme come coltivare il cavolo nero di Toscana nel nostro orto urbano:
Tipo di terreno: si adatta a qualsiasi tipo di terreno, ma preferisce quello fresco, fertile e ben drenato. Nel nostro orto urbano possiamo metterlo sia nelle casse sia nei vasi, avendo cura di usare un terriccio che dreni molto e ben fertilizzato.
Clima: pianta rustica, predilige un clima temperato. Le alte temperature ed i venti caldi favoriscono la prefioritura. Resiste molto bene alle gelate tipiche nella mattine toscane e, anzi, ne giovano le foglie che risulteranno più tenere quanto più subiranno il freddo.
Trapianto: quando le piantine sono alte 15-20 cm ad una distanza di 50 cm l'una dall'altra.
Taglia: quando le piantine raggiungeranno un'altezza minima di 10 cm e avranno 5/6 foglie sarà l'ora del trapianto.
Corrette concimazioni: tutti i cavoli hanno bisogno di alcune concimazioni per produrre piante e frutti di buona qualità. Sempre preferibili i concimi naturali (chi coltiva gli animali sarà ben felice di darvi il concime se gli pulirete la stalla!)
Cura e manutenzione: mantenere costantemente pulite dalle infestanti le zone in prossimità delle piante.
Annaffiature: indispensabile prima e dopo il trapianto, poi annaffiare regolarmente senza esagerare e creare ristagni d'acqua.
Produzione e raccolta: Si coltiva da marzo fino ad ottobre. Si raccoglie a circa 6o giorni dal trapianto. In funzione del periodo di trapianto sono praticamente disponibili tutto l'anno, specialmente durante le stagioni più fredde.
Conservazione: in frigorifero per 2/3 settimane.
Consociazione: con sedano, finocchio e lattuga.
Avversità: meglio trattare con prodotti naturali (come ad esempio gettare intorno alle piantine la cenere) gli insetti infestanti come bruchi e lumachine.
Il consiglio di Papero Blu:
- Possiamo iniziare a raccogliere le prime foglie giovani quando la pianta avrà almeno 4 o 5 coppie di foglie adulte, ma per assaporare il vero cavolo nero dovremmo aspettare i primi freddi o meglio ancora le prime gelate.
- Per tenere lontani afidi e tripidi mettiamo vicino al nostro cavolo nero delle piante aromatiche come menta, timo e salvia
- In commercio si trovano le bustine con i semi ma, visto che rientrano in quelle piante "particolari" e quindi non tutti i garden li avranno, sarà più semplice trovare e comprare le piantine
Semina...e raccogli!!
Torta al cioccolato
Una ricetta veloce, semplice e salva linea (visto che non c'è il burro) ma soprattutto salva spesa!
Questa gustosa e profumata torta al cioccolato ci permetterà di eliminare le costose e poco salutari pastine della colazione e di farci iniziare la giornata con un'ottima carica nutrizionale!
Questa torta al cioccolato può essere utilizzata come base per fare la famosa Torta Sacher oppure essere servita con una piccola noce di marmellata all'albicocca a lato: ottima anche per un thè con le amiche o un assaggio goloso insieme al caffè.
Vediamo insieme come fare la nostra Torta al cioccolato:
Ingredienti:
- Farina: 300 gr
- Cacao amaro: 60 gr
- Latte: 250 ml
- Zucchero: 300 gr
- Uova: 3 intere
- Lievito vanigliato: 1 bustina
- Montiamo insieme zucchero e uova fino ad ottenere un composto omogeneo. Uniamo la farina e togliamo tutti i possibili grumi che si possono formare. Infine unire il cacao, il latte e il lievito vanigliato. Possiamo usare una frusta oppure aiutarci con robot da cucina.
- Imburrare una teglia da forno e spolveriamo con un po' di farina in modo da non far attaccare il composto: versiamo il tutto e inforniamo per 45 minuti a 180°.
La nostra torta al cioccolato è pronta!
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| Torta al cioccolato La nostra ricetta salva spesa è pronta... buon appetito!! |
Per fare questa torta al cioccolato ho utilizzato la Teglia per ciambella - Stoneline: ottimo acquisto per ottimi risultati!
Burrocacao alla Verbena fatto in casa
Oggi mi sono divertita a fare in casa un burrocacao tutto naturale e molto goloso, sia per il sapore sia per la morbidezza.
Possiamo definirlo anche balsamo labbra (viste le sue alte qualità emollienti) e si può utilizzare sia nelle giornate fredde (come quelle che stanno arrivando, dove le labbra sono le prime a screpolarsi) sia in quelle calde.
Una ricetta semplice da fare, davvero molto veloce e dal risultato ottimale: vediamo insieme come farla!
Ingredienti per burrocacao (quantità per circa 35 ml)
- Cera d'api: 1 piccola noce
- Olio vegetale (olio d'oliva, burro di karitè o altri olii a nostra scelta): 2 cucchiai da minestra
- Cioccolato bianco puro: 3 quadratini
- Olio essenziale (quello che volete, io ho usato l'olio essenziale di Verbena, dalle alte proprietà emollienti e dal sapore agrumato): 10 gocce circa
Ricordiamoci di tenere a portata di mano tutta l'attrezzatura che ci occorre per la preparazione perché il procedimento è molto veloce e dobbiamo essere pronte a mescolare e travasare!
Attrezzatura:
- Pentolino che conterrà l'acqua a bagnomaria
- Bicchierino in vetro per sciogliere il composto
- Barattolino vuoto (di vetro o plastica) disinfettato per conservare il burrocacao
- Spatola di legno per mescolare e trasferire il contenuto
E ora facciamo il nostro burrocacao alla Verbena fatto in casa:
- Mettiamo la piccola noce di cera d'api nel bicchierino di vetro e mettiamo quest'ultimo nel pentolino dove abbiamo preparato l'acqua a bagnomaria. Uniamo il cioccolato bianco e facciamo sciogliere il tutto: una volta sciolto il composto aggiungiamo l'olio vegetale continuando a mescolare.
- Una volta ottenuto un composto omogeneo togliamo il tutto dal bagnomaria, continuando a mescolare fino a quando non inizia ad addensarsi: prima che si freddi aggiungiamo le gocce di olio essenziale alla Verbena e continuiamo a mescolare, in modo da amalgamare tutto.
- Versiamo il balsamo ancora tiepido nel barattolino e chiudiamolo. Per farlo solidificare più velocemente possiamo metterlo in frigorifero, altrimenti lo possiamo lasciare a temperatura ambiente.
E il nostro burrocacao alla Verbena fatto in casa è pronto: goloso e nutriente!
Ricetta vista e sperimentata (con piccole rivisitazioni personali) grazie all'articolo di Ema - SemInTerra http://seminterra.com/?s=balsamo
domenica 3 novembre 2013
Dado vegetale fatto in casa
Nel
nostro orto urbano sono presenti tutti gli ingredienti per fare un
gustoso dado
vegetale fatto in casa,
senza dover ricorrere ai dadi comprati al supermercato dove le
leggende metropolitane aleggiano sul famoso glutammato...
Ma
a noi il ruolo del glutammato poco importa in questa sede, visto che
il dado vegetale ce lo facciamo da sole e con le verdure del nostro
orto, di cui sappiamo precisamente la provenienza e la concimazione,
creando così un prodotto ideale per insaporire le carni o anche per
fare un brodo vegetale tutto naturale...
Questa
ricetta di preparazione del dado vegetale è abbastanza semplice
(anche se un pochino lunga) e, a differenza di tate altre ricette che
si trovano in rete, non prevede la cottura del prodotto ma la sola
macerazione nel sale.
Un
ottimo modo, quindi, per utilizzare tutto l'anno le verdure del
nostro orto urbano!
Ingredienti:
- Sale grosso: 1,5 kg
- Pomodori: 1 kg
- Cipolle bionde: 1 kg
- Carote: 1 kg
- Sedano: 500 gr
- Prezzemolo: 300 gr
- Porro: 1 porro
- Zucchine: 5/6 grandi
- Laviamo accuratamente tutte le verdure e le erbe aromatiche: mettiamole sopra un canovaccio per farle asciugare bene.
- Facciamole a pezzettini per aiutarci nella fase successiva: lo sminuzzamento. Per questa operazione prendiamo un robot da cucina e iniziamo a tritare le verdure, riducendole piano piano in un composto omogeneo e morbido, fino a ridurle in poltiglia. Se non riusciamo a tritare tutto insieme possiamo farlo anche in più passaggi, ricordandoci di mettere insieme verdure morbide e dure in modo da creare un composto liscio.
- Versiamo tutto il composto in un recipiente grande, aggiungiamo il sale e mescoliamo bene. Lasciamo il tutto a macerare per 2 giorni a temperatura ambiente e lontano da fonti di calore.
Per
la conservazione
possiamo optare per due modalità:
- Vasetti di vetro:
li possiamo conservare in un luogo fresco (tipo la cantina, per chi
ha la fortuna di averne una) e poi, una volta aperti, li dobbiamo
tenere in frigorifero
- Congelatore:
possiamo riporli in vaschette per il ghiaccio oppure sacchetti e
mettiamo il tutto nel congelatore: avremo così a disposizione pratiche monodosi sempre pronte all'uso. Si conservano per circa 6
mesi.
Raccogli e conserva!
Per
chi comunque vuole avere informazioni in più sul ruolo del
glutammato rimando a questo ottimo articolo che ne parla: http://www.sconfini.eu/Notizie-utili/dadi-per-brodo-il-ruolo-del-glutammato.html
Prezzemolo: erba aromatica indispensabile
Un
prodotto che non può mancare nelle nostre cucine (e quindi neppure
nel nostro orto urbano) è sicuramente il prezzemolo: elemento
versatile ed utilizzato in molti ristoranti solo per decorazione,
questa erba aromatica è invece un ottimo aiuto nella nostra
alimentazione quotidiana.
Tra
le proprietà del prezzemolo c'è quella antiossidante e diuretica; è
considerato un buon coadiuvante nel processo digestivo, soprattutto
se utilizzato a crudo, unito ai nostri piatti a fine cottura.
Naturalmente,
quando abbiamo la possibilità di consumarlo, utilizziamo il
prezzemolo fresco proveniente dal nostro orto urbano: se però ne
vogliamo conservare piccole quantità in casa, per usarlo
all'occorrenza, vediamo insieme come fare con questo procedimento
molto semplice e comodo!
Ingredienti:
- Prezzemolo: 1 mazzetto
- Prendere il prezzemolo e lavarlo bene, lasciandolo in ammollo per qualche minuto in modo che eventuali animaletti che vivono nel nostro orto (e nella nostre erbe, visto che sono biologiche!) e terra scivolino via.
- Asciugare bene in un panno il prezzemolo, facendo con essa una caramella: durante questa operazione stiamo attenti a non picchiettare troppo le foglie perchè, oltre a sciuparsi, perderebbero il loro aroma.
- Apriamo poi il panno e lasciamo asciugare all'aria per qualche minuto. Questa momento è fondamentale perchè se mettiamo il prezzemolo in freezer ancora bagnato rischiamo di avere una sorta di granita di erbe aromatiche senza sapore.
- Con una mezzaluna o un coltello di ceramica sminuzziamo il prezzemolo.
- Mettiamolo in un contenitore o sacchetto e...via nel congelatore!
I
consigli di Papero Blu:
- Per sminuzzare il prezzemolo non usiamo le forbici o coltelli in metallo perchè quest'ultimo fa perdere gran parte delle proprietà agli alimenti, oltre ad alterarne il sapore.
- Se vogliamo, invece di sminuzzare il prezzemolo, possiamo congelarlo anche intero e, una volta tolto dal freezer, basterà romperlo con una leggera pressione delle dita.
Raccogli e conserva!
martedì 29 ottobre 2013
Missione "pomodori freschi tutto l'anno"
Con
l'autunno arriva il momento di raccogliere le ultime verdure dal
nostro orto e trovare il modo di conservarle e gustarle tutto l'anno.
Uno
dei prodotti più facili da conservare sono sicuramente i pomodori
piccadilly, ottima qualità che si presta a svariati utilizzi in
cucina e dal sapore deciso e gustoso.
Un
metodo semplice ed efficace per conservarli ed averli freschi tutto
l'anno è la congelazione: vediamo insieme come procedere in
questa fase semplice ma delicata per la buona conservazione
dell'alimento. I pomodori si conserveranno per circa 5/6 mesi.
- Scegliamo pomodori sodi e maturi; controlliamo che non siano sciupati o picchiettati; prediligiamo pomodori biologici (meglio se del nostro orto urbano).
- Laviamoli accuratamente e asciughiamoli bene, lasciandoli qualche minuti distesi in modo che tutta l'acqua evapori.
- Prendiamo dei sacchetti da congelatore e mettiamoci i pomodori interi e asciutti.
- Riponiamo i sacchetti nel nostro congelatore e...la missione pomodori-freschi-tutto-l'anno è terminata!
I
consigli di Papero Blu: con questo metodo possiamo prelevare
la quantità di pomodori che ci serve e lasciare il resto nel
congelatore, senza avere paura che il prodotto possa andare a male.
Basterà
passare un attimo i pomodori sotto un getto di acqua calda e la pelle
dei pomodori verrà via facilmente.
Essendo
un prodotto congelato non utilizziamo questi pomodori per fare
passate di pomodori fatta in casa e da conservare (facciamole solo con pomodori
freschi): una volta tirato fuori dal congelatore il pomodoro deve
essere utilizzato velocemente!
Raccogli e conserva!
lunedì 28 ottobre 2013
Castagne: dal bosco alla tavola!
Quando
arriva l'autunno il primo prodotto della natura che ci viene in mente
sono le castagne: belle da vedersi e ottime da mangiare, le
castagne sono uno dei prodotti più nutrienti della stagione.
I
frutti del castagno, in realtà, sono i ricci (l'involucro
spinoso, che potremmo comunque utilizzare per decorazioni di
tavole o composizioni da tenere in casa) ma noi gusteremo
e prepareremo i semi del castagno, cioè il frutto farinoso e dal
colore esterno marrone-scuro lucido che tutti conosciamo!
Non
si trovano in tutte le regioni italiane (principalmente in Sicilia,
Campania, Lazio, Toscana e Piemonte) e sono state un elemento
fondamentale nell'alimentazione delle generazioni passate, in quanto
di facile reperibilità e ricche di amido (e quindi nutrienti
come la pasta, il pane ed i cereali).
Non
sono certo un alimento poco calorico ma la loro dolcezza e bontà
farà dimenticare per un attimo la linea (soprattutto le caldarroste
perché, perdendo acqua, l'amido si trasforma in zucchero semplice)!
Dall'altro canto ricordiamo che le castagne, ricche di fibre,
facilitano la risoluzione di disturbi gastrointestinali,
riequilibrando la flora batterica (sono consigliate per chi fa molta
attività fisica ma non per i diabetici, visto proprio l'alto
contenuto di zuccheri).
Vediamo
insieme come preparare le caldarroste: sembra (ed è) una
ricetta facile da fare ma con l'accorgimento di qualche piccolo
trucco in cucina diventeranno ancora più buone!
Come
preparare le caldarroste:
Ingredienti:
- Castagne (meglio se abbastanza grosse, perchè con più polpa, e integre, senza buchi o macchie)
- Con un coltellino appuntito e affilato intacchiamo la superficie praticando un taglio di circa 3-4 cm di lunghezza fino ad arrivare alla polpa.
- Immergiamole in una bacinella d'acqua per qualche minuto: in questo modo assorbiranno un po' di quell'acqua che poi evaporerà in abbondanza durante la cottura.
- In commercio ci sono le padelle bucherellate costruite appositamente per fare le caldarroste: consiglio di usare questa padella nel forno a legna oppure sulla brace perchè in questo modo ne viene esaltato il sapore (un po' come quello che si assapora nelle bancherelle ambulanti che troviamo in questo periodo agli angoli delle nostre città...); in alternativa possiamo usare la semplice teglia da forno, avendo cura di rivestirla con della carta forno perchè le castagne tendono ad attaccarsi sul fondo.
- Cuociamo in forno, a fuoco lento, per circa 40 minuti
- Il consiglio di Papero Blu: per sbucciare più facilmente le caldarroste, una volta cotte, avvolgiamole in un canovaccio bagnato, stringiamo fino a formare una caramella e sfreghiamo per qualche minuto: in questo modo la buccia verrà via più facilmente! Ottime con un buon bicchiere di vino rosso (toscano).
Un
ultimo consiglio per la nostra salute e il divertimento: oltre ad
essere molte costose, le castagne che acquistiamo in giro per supermercati ci tolgono la poesia del
periodo autunnale...meglio se vi vestite, uscite e andate a fare una
bella passeggiata nel bosco alla ricerca di questo prodotto: in
questo modo farete movimento fisico e passerete un po' di tempo con
le persone che più vi stanno a cuore e potrete poi condividere con
loro una serata scoppiettante mentre le caldarroste si cuoceranno!
Dall'orto
(ops..bosco!) alla tavola...BUON APPETITO!
Un ringraziamento ad Alessio che ha raccolto, si è punto le dita, ha inciso, ha cotto...
ha mangiato!!
mercoledì 23 ottobre 2013
Zucchina lunga serpente di Sicilia
![]() |
| La Cucuzzedda |
Origine ed utilizzo
Appartiene
alla famiglia delle Cucurbitacee.
La nostra zucchina è chiamata Cucurbitacea
longissima.
I
loro frutti sono i più usati nella composizione di diversi contorni
a pietanze, ma anche come ingredienti principali di minestroni o
zuppe, torte salate o particolari dolci.
Coltivazione
La zucca cresce e si sviluppa in modo soddisfacente soprattutto in climi caldi o temperati, con temperature che oscillino tra i 17 e i 25 gradi circa.
La semina va effettuata a primavera inoltrata (aprile - maggio), con temperature preferibili intorno ai 15 gradi.
Coltivazione
La zucca cresce e si sviluppa in modo soddisfacente soprattutto in climi caldi o temperati, con temperature che oscillino tra i 17 e i 25 gradi circa.
La semina va effettuata a primavera inoltrata (aprile - maggio), con temperature preferibili intorno ai 15 gradi.
Semina
in campo aperto: collochiamo 5
semi a 3 centimetri circa di profondità, distanziate di almeno un
metro e mezzo.
Semina
in semenzaio: collochiamo 3
semi in ogni alveare.
Terreno
La zucca tollera diversi terreni ma prediligiamo comunque terreni soffici e ben drenati e sufficientemente ricchi di sostanza organica.
La zucca tollera diversi terreni ma prediligiamo comunque terreni soffici e ben drenati e sufficientemente ricchi di sostanza organica.
Concimazione
La zucca ha bisogno di buone quantità di concime.
La zucca ha bisogno di buone quantità di concime.
Consociazioni
E' consigliabile non effettuare un ulteriore coltivazione della zucca sul medesimo terreno prima di 3 anni circa. Ottime associazioni per la zucca si hanno con il mais o la patata.
E' consigliabile non effettuare un ulteriore coltivazione della zucca sul medesimo terreno prima di 3 anni circa. Ottime associazioni per la zucca si hanno con il mais o la patata.
Diradamento
Questa operazione la dobbiamo compiere nel momento in cui le piante facciano vedere 3 foglie.
Cimatura
Dobbiamo cimare il trancio principale dopo la seconda o quarta foglia. Lasciamo ingrossare solo tre piccoli frutti ogni pianta al fine di sviluppare zucche di grandi dimensioni. La cimatura dei tralci con frutto va effettuata alla seconda foglia che segue il frutto.
Raccolta
Dobbiamo compierla tra settembre e novembre, in modo da anticipare l'arrivo di gelate.
Dobbiamo compierla tra settembre e novembre, in modo da anticipare l'arrivo di gelate.
Parassiti
La zucca soffre i parassiti tipici delle cucurbitacee: i più comuni sono gli afidi, che causano danni alle foglie, in particolare il loro appassimento. Si può operare contro la presenza di afidi utilizzando un apposito trattamento con ortica macerata.
Semi: difficilmente si riescono ad estrarre i semi direttamente dalla zucchina (anche perché dovremmo attendere che si trasformi in zucca e quindi si rischia di portare via tutte le energie della pianta per una sola zucchina) ma in commercio si trovano i semi in bustina.
La zucca soffre i parassiti tipici delle cucurbitacee: i più comuni sono gli afidi, che causano danni alle foglie, in particolare il loro appassimento. Si può operare contro la presenza di afidi utilizzando un apposito trattamento con ortica macerata.
Semi: difficilmente si riescono ad estrarre i semi direttamente dalla zucchina (anche perché dovremmo attendere che si trasformi in zucca e quindi si rischia di portare via tutte le energie della pianta per una sola zucchina) ma in commercio si trovano i semi in bustina.
Ed ora...semina e raccogli!
Marmellata di peperoncini piccanti
Visto
che siamo alla fine della temperatura mite e nel nostro orto possono
essere rimaste ancora alcune piante di peperoncino,
affrettiamoci a raccoglierne i frutti (anche verdi, matureranno poi
anche se staccati dalla pianta) prima che arrivino le prime
gelate invernali e conservarli per consumarli durante l'inverno.
Un
ottimo utilizzo del peperoncino è sicuramente farci la
marmellata, ideale per essere accompagnata con formaggi stagionati.
Vediamo insieme come farla!
Marmellata di peperoncini piccanti (rigorosamente dell'orto)
Ingredienti
per 3 barattoli circa da 250 gr
- Peperoncini rosso piccante fresco: 200 gr
- Peperoni rossi: 800 gr
- Zucchero: 500 gr
- Sale: 1 grosso pizzico
- Mela: 1 spicchio
- Sterilizziamo i vasetti in vetro che utilizzeremo per la conservazione della nostra marmellata: mentre asciugheranno noi la prepareremo!
- Laviamo e asciughiamo i peperoni, togliamo i piccioli e puliamoli di tutti i semi e dei filamenti bianchi interni. Tagliamo a listarelle o tocchetti.
- Laviamo e asciughiamo i peperoncini, togliamo il picciolo e puliamoli di tutti i semi e dei filamenti bianchi interni. Tagliamo a listarelle o tocchetti.
- In questa fase se abbiamo paura del piccante dei peperoncini mettiamoci dei guanti in lattice
- Mettiamo i peperoni e i peperoncini a pezzetti in una casseruola; aggiungiamo lo zucchero semolato, il sale, lo spicchio di mela e cuociamo a fuoco molto lento.
- Copriamo la pentola con un coperchio lasciando uno sfiato per il vapore e facciamo cuocere per circa 1 ora. Trascorso il tempo necessario spengiamo il fuoco e passiamo il tutto con un mixer ad immersione. Soffermiamoci a lungo sulle bucce, in modo da fare fuoriuscire più polpa il possibile.
- Rimettiamo il composto sul fuoco basso e, rimestando spesso, facciamo cuocere per un’altra mezz’ora.
- Quando la marmellata sarà densa preleviamone un cucchiaino e lasciamone cadere una goccia su piatto: se resta compatta la nostra marmellata è pronta da invasare! Altrimenti se la goccia scivola via e non risulta compatta, proseguiamo la cottura per il tempo necessario mescolando frequentemente.

Marmellata di peperoncini piccanti - Appena pronta, invasiamo subito con l'aiuto di un colino nei contenitori, chiudiamo con i tappi e rovesciamo i vasetti, coprendoli con un panno scuro. Lasciamoli così fino a quando non si saranno raffreddati e non si sarà attivata la chiusura ermetica del sottovuoto. La nostra marmellata è pronta per essere conservata...e mangiata!
Dall'orto
alla tavola....BUON APPETITO!
martedì 15 ottobre 2013
Cucuzzedda e Tenerumi
Ho
avuto la fortuna di vivere per alcuni mesi (estivi) in Sicilia, e
precisamente a Caltagirone, dove tra le tante verdure che affollavano
i banchi del mercato del sabato ne spiccava una...la zucchina lunga serpente di Sicilia!
Come si cucina la Minestra con i Tenerumi (e la Cucuzzedda):
Ingredienti per 5/6 persone
Imponente
per il suo aspetto e la sua lunghezza, questa zucchina è poco
conosciuta ma molto apprezzata nel momento in cui la si assaggia e si
impara a cucinarla.
In
Sicilia viene proposta come minestra calda in estate e,
paradossalmente viste le alte temperature siciliane, è considerata
una pietanza “rinfrescante”,
grazie alle sue grandissime proprietà diuretiche e disintossicanti.
![]() |
| Zucchina lunga serpente di Sicilia |
Come
si coltiva la zucchina
lunga serpente di Sicilia nel nostro orto:
Difficilmente
si trovano in vendita le piantine già grandi da trapiantare: basterà
trovare in un negozio specializzato una bustina di semi e...far
crescere le piantine!
La
pianta della zucchina lunga è molto grande ed è rampicante: nel
nostro orto necessiterà quindi di un luogo ben soleggiato e un
appoggio stabile su cui far avvolgere i suoi lunghi rami.
Le
foglie, di colore verde chiaro, sono molto grandi e ricoperte da una
piccola peluria: queste sono i
Tenerumi.
La
zucchina che cresce è la cosiddetta Cucuzzedda:
cresce in pochi giorni ed è impressionante la lunghezza che
raggiunge (se la si lascia crescere si trasformerà in zucca, ma è
talmente tanto buona e tenera che sarebbe un peccato!).
È
importante annaffiarla spesso e, via via che le foglie diventano
grandi e perdono il loro verde vivace, è indispensabile toglierle in
modo da pulire la pianta e permettere alle nuove foglie e zucchine di
crescere rigogliose.
Come si cucina la Minestra con i Tenerumi (e la Cucuzzedda):
Ingredienti per 5/6 persone
- Tenerumi: 30 foglie circa, scegliendo quelle più belle e tenere
- Cucuzzedda: 1
- Pomodoro: 2 pomodori rossi freschi oppure 3-4 pomodori pelati
- Cipolla: 1
- Patata: 2
- Spaghetti o pasta corta da brodo: 200 gr
- Sale
- Peperoncino
- Olio
- Laviamo accuratamente i Tenerumi con abbondante acqua in modo da eliminare completamente polvere ed eventuali animaletti (soprattutto piccole chiocciole golose di queste tenere foglie).Facciamo bollire una pentola d'acqua e cuociamo i Tenerumi per 30 minuti circa (o comunque fino a quando non siano diventati teneri).Scoliamo e facciamo delle palline con le foglie strizzate.Teniamo da parte l'acqua dove abbiamo cotto i Tenerumi: quest'acqua scura è la componente altamente diuretica.
- In una pentola capiente mettiamo olio, la cipolla tagliata fine, le patate a pezzi piccoli, la Cucuzzedda tagliata a tocchetti (sbucciamo la zucchina con un pelapatate e togliamo eventualmente la parte interna e bianca che altrimenti potrebbe sfaldarsi). Lasciamo soffriggere per qualche minuto e poi aggiungiamo l'acqua di cottura dei Tenerumi: dovrà cuocere per circa 40 minuti.
- Aggiustiamo di sale e peperoncino.Tagliamo in maniera grossolana le palline che abbiamo fatto con i Tenerumi e mettiamoli insieme a tutto il resto.Aggiungiamo la pasta che abbiamo scelto e serviamo ben caldo, aggiungendo formaggio grattugiato a piacere.
Dall'orto
alla tavola....BUON APPETITO!
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| Minestra con i Tenerumi (e la Cucuzzedda) |
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